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PARLARE E FAR PARLARE DI EMOZIONI | IPSEN

CAMPAGNA DISEASE AWARENESS. GUERRILLA. SOCIAL. ADV. MEDIA PARTNERSHIP

CAMPAGNA DISEASE AWARENESS. GUERRILLA. SOCIAL. ADV. MEDIA PARTNERSHIP

LA SFIDA

Raccontare il tumore del rene con un linguaggio positivo e accessibile, mettendo al centro il valore del supporto emotivo. In occasione della Giornata mondiale del tumore del rene, la campagna doveva sensibilizzare pazienti, caregiver e pubblico generale, sul benessere delle emozioni, trasformando un tema delicato in un messaggio semplice e universale.

L’IDEA

I reni si sostengono a vicenda: quando uno è in difficoltà, l’altro lavora di più. Da qui nasce il concept: “Nessuno affronta tutto da solo, nemmeno i reni. E tu da chi ti fai aiutare? Parlarne è il primo passo.”

Abbiamo trasformato questo principio in uno storytelling tenero e coinvolgente, affidandolo a Reno e Rina, due reni che si accompagnano, si sostengono e si aiutano in ogni momento. Due protagonisti capaci di parlare di vicinanza, ascolto e condivisione attraverso un linguaggio leggero, immediato e profondamente umano.

La combinazione tra advertising, media partnership e presenza sul territorio (guerrilla) ha permesso alla campagna di ampliare la propria visibilità e, allo stesso tempo, di mantenere una relazione autentica con le persone. La pianificazione Meta ha superato 1,43 milioni di impression, raggiungendo oltre 1,3 milioni di utenti, mentre YouTube ha generato quasi 1 milione di impression e 56.000 visualizzazioni TrueView. Anche i contenuti realizzati con i Pozzolis hanno contribuito a estendere il messaggio alle community Instagram e Facebook, rafforzando il valore della condivisione come primo passo nel percorso di cura.

UNA GUERRILLA PER ARRIVARE ALLE EMOZIONI DELLE PERSONE.

Il 18 giugno Reno e Rina sono usciti anche dagli schermi. Realizzati a mano con la tecnica dell’amigurumi, sono comparsi in tre luoghi simbolici di Milano: Darsena, Parco Indro Montanelli e Piazza Leonardo da Vinci. Le persone che li incontravano erano invitate a fotografarli e a condividere l’immagine sui propri profili, taggando l’associazione pazienti ANTURE. Un’attivazione di guerrilla urbana pensata per trasformare il pubblico da spettatore a parte attiva del racconto.

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